Jewgeni Chaldej – Il momento significativo. Una retrospettiva
Mostra
Luogo: Martin-Gropius-Bau
Dal 9 maggio al 28 luglio 2008
Mostra
Luogo: Martin-Gropius-Bau
Dal 9 maggio al 28 luglio 2008
Organizzatore
Ernst Volland e Heinz Krimmer
Con il patrocinio della Kulturstiftung des Bundes.
Partner mediatici rbb Inforadio, rbb Kulturradio, rbb Fernsehen
Hompage della mostra: www.chaldej.de
Ernst Volland e Heinz Krimmer
Con il patrocinio della Kulturstiftung des Bundes.
Partner mediatici rbb Inforadio, rbb Kulturradio, rbb Fernsehen
Hompage della mostra: www.chaldej.de
Il 9 maggio 2008 verrà inaugurata la mostra nel Martin-Gropius-Bau di Berlino dedicata alla prima grande retrospettiva del fotografo russo Jewgeni Chaldej. Considerato il Robert Capa della Russia, egli ha ampiamente documentato fotograficamente la Seconda Guerra Mondiale, la guerra fra la Germania e l’Unione Sovietica. Alcune di queste foto sono famose in tutto il mondo e sono diventate le icone della storia della fotografia. Chaldej non è diventato famoso solamente grazie alle sue foto-documentario spettacolari della seconda guerra mondiale o grazie alla foto divenuta icona della Bandiera Rossa che sventola sul Reichstag tedesco, ma anche grazie a quelle fotografie scattate durante la Conferenza di Potsdam e nel contesto del Processo di Norinberga. La retrospettiva propone al pubblico oltre a queste riprese storiche, anche foto mai esposte prima d’ora, tratte dall’opera completa di Chaldejs e i primi lavori degli anni 30’ fino a giungere ai lavori più recenti degli anni 80’.
Chaldej nacque nella zona di Donezk in Ucraina e a 13 anni ebbe la sua prima macchina fotografica. Nel 1936 divenne reporter fotografico presso l’Agenzia di Stampa sovietica, la TASS. Dal 22 giugno 1941, giorno dell’attacco dell’armata tedesca sull’Unione Sovietica, Chaldej accompagnò la Seconda Guerra Mondiale con la sua macchina fotografica.
Fu testimone di numerose battaglie, dal nord nelle vicinanze di Murmansk fino al Mar Nero. Chaldej visse in prima persona, come soldato e fotografo, la ritirata delle truppe tedesche e documentò l’avanzata dei soldati russi su Belgrado, Budapest, Vienna ed infine Berlino. Con interruzioni, lavorò fin negli anni 70’ presso la TASS e la “Prawda”. Morì il 6 ottobre 1997.
L’obiettivo della retrospettiva è di rendere accessibile per la prima volta una selezione rappresentativa dalla sua opera completa. Verrano esposte più di duecento fotografie originali. Chaldej attraversò anche l’intera Unione Sovietica come reporter fotografico della TASS. Fotografò la costruzione delle dighe in Siberia, i campi petroliferi di Baku e la raccolta del frumento in Ucraina come anche i sovrani politici di quei tempi.
L’intera mostra evidenzierà come l’opera di Chaldej rifletta anche il rapporto teso fra la propaganda e la documentazione. Nei saggi del catalogo che accompagnano la mostra, questo rapporto viene esaminato in modo critico. L’opera di Chaldej oscilla fra libera fotografia e fotografia su ordinazione.
Le fotografie di Chaldej sono in stretta relazione biografica, storica e estetica con la storia tedesca. La mostra persegue l’obiettivo di rendere noto ad un vasto pubblico in Germania ed in Ucraina questa relazione. Chaldej era ebreo e continuamente vittima dell’antisemitismo. Suo padre e tre sorelle furono ammazzati da soldati tedeschi nel 1941. Proprio per questo motivo è degno di nota il fatto che l’opera di Chaldej non si possa sussumere a termini quali propoaganda e Modernismo Eroico. Infatti la sua visione fotografica è rimasta sempre orientata alla vita della gente semplice.
Tutte le foto di Jewgeni Chaldej provengono dalla raccolta di Ernst Volland e Heinz Krimmer. Per completare la mostra saranno esposte anche le foto dei colleghi sovietici Dimitri Baltermans e Georgi Petrussow.
La mostra verrà portata dopo a Kiew.
Chaldej nacque nella zona di Donezk in Ucraina e a 13 anni ebbe la sua prima macchina fotografica. Nel 1936 divenne reporter fotografico presso l’Agenzia di Stampa sovietica, la TASS. Dal 22 giugno 1941, giorno dell’attacco dell’armata tedesca sull’Unione Sovietica, Chaldej accompagnò la Seconda Guerra Mondiale con la sua macchina fotografica.
Fu testimone di numerose battaglie, dal nord nelle vicinanze di Murmansk fino al Mar Nero. Chaldej visse in prima persona, come soldato e fotografo, la ritirata delle truppe tedesche e documentò l’avanzata dei soldati russi su Belgrado, Budapest, Vienna ed infine Berlino. Con interruzioni, lavorò fin negli anni 70’ presso la TASS e la “Prawda”. Morì il 6 ottobre 1997.
L’obiettivo della retrospettiva è di rendere accessibile per la prima volta una selezione rappresentativa dalla sua opera completa. Verrano esposte più di duecento fotografie originali. Chaldej attraversò anche l’intera Unione Sovietica come reporter fotografico della TASS. Fotografò la costruzione delle dighe in Siberia, i campi petroliferi di Baku e la raccolta del frumento in Ucraina come anche i sovrani politici di quei tempi.
L’intera mostra evidenzierà come l’opera di Chaldej rifletta anche il rapporto teso fra la propaganda e la documentazione. Nei saggi del catalogo che accompagnano la mostra, questo rapporto viene esaminato in modo critico. L’opera di Chaldej oscilla fra libera fotografia e fotografia su ordinazione.
Le fotografie di Chaldej sono in stretta relazione biografica, storica e estetica con la storia tedesca. La mostra persegue l’obiettivo di rendere noto ad un vasto pubblico in Germania ed in Ucraina questa relazione. Chaldej era ebreo e continuamente vittima dell’antisemitismo. Suo padre e tre sorelle furono ammazzati da soldati tedeschi nel 1941. Proprio per questo motivo è degno di nota il fatto che l’opera di Chaldej non si possa sussumere a termini quali propoaganda e Modernismo Eroico. Infatti la sua visione fotografica è rimasta sempre orientata alla vita della gente semplice.
Tutte le foto di Jewgeni Chaldej provengono dalla raccolta di Ernst Volland e Heinz Krimmer. Per completare la mostra saranno esposte anche le foto dei colleghi sovietici Dimitri Baltermans e Georgi Petrussow.
La mostra verrà portata dopo a Kiew.

