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Dalla scintilla al pixel
Esposizione
Luogo: Martin-Gropius-Bau

Dal 28 Ottobre 2007 al 14 Gennaio 2008

Organizzatore
Berliner Festspiele
Con il patrocinio della fondazione federale per la Cultura “Kulturstiftung des Bundes”
Curatore: Richard Castelli

Dalla “Scintilla al Pixel” è un percorso attraverso i più recenti sviluppi di quella branca dell’arte contemporanea che fa ricorso a mezzi digitali ed interattivi di grandi dimensioni e che proprio per le peculiarità tecniche del medium prescelto è senza dubbio da annoverarsi tra quelle di più ampio respiro internazionale. Verranno esposte, infatti, opere di artisti noti e meno noti e di gruppi di artisti provenienti da ogni parte del mondo. Si presenteranno ai visitatori opere di pionieri e opere esposte per la prima volta in Europa o in Germania così come opere sviluppate specificatamente per il Martin-Gropius-Bau offrendogli così scoperte spettacolari in relazione a forme di espressione artistica oltre ad un rapporto di percezione radicalmente cambiato fra l’osservatore e l’immagine in movimento. Un approccio immersivo interattivo caratterizza fortemente le strategie artistiche.

Installazioni di:
Romy Achituv (Israele): BeNowHere Interactive, 1997
Gregory Barsamian (USA): The Scream, 1998. No, Never Alone, 1998
Jean Michel Bruyère (Francia): Si Poteris Narrare, Licet, 2002
Jean Michel Bruyère (Francia): CaMg(CO3)2 (Dolomit), 2007 (Prima Mondiale)
Du Zhenjun (Cina): Presumption, 2000
Dumb Type (Giappone): Voyages, 2002
Brad Hwang (Corea/Germania): Time may change me /
     I can’t change time
, 2007 (Prima Mondiale)
KAI (Germania): Feuerkasten, 1991/2007
Ulf Langheinrich (Germania/Austria): Hemisphere, 2006–2007
Dirk Lüsebrink / Joachim Sauter (Art+Com) (Germania):
     The Invisible Shapes of Things Past, 1996/2007
Marie Maquaire (Francia), Tentative d’épuisement d’un lieu, Berlin, 2003
Thomas McIntosh (Canada): Ondulation, 2002
David Moises (Austria): Hanoscope, 2002
Nam June Paik (Corea/USA): Candle TV, 1975
Christian Partos (Svezia): Visp, 2000. Striptease, 1998. M.O.M., 2003.
Erwin Redl (Austria/USA): FLOW Berlin, 2007 (Prima Mondiale)
Jeffrey Shaw (Australia) / Sarah Kenderdine (Nuova Zelanda):
     PLACE-Hampi, 2006
Pierrick Sorin (Francia): Quelques inventions remarquables, 2001
Shiro Takatani (Giappone): Chrono, 2007
Shiro Takatani (Giappone): Camera Lucida, 2007
Saburo Teshigawara (Giappone): Light Behind Light, 2004

Quasi tutte le opere saranno esposte per la prima volta a Berlino.

L’esposizione è concepita da Richard Castelli (Parigi) per il Martin-Gropius-Bau e mostra le interazioni e le influenze reciproche fra arte e media elettronici. I quattro concetti cardine della mostra: fuoco ed elettricità, luce e pixel rappresentano i principi paradigmatici di questo sviluppo e di queste “Situazioni dell’Immateriale”. La mostra parte dal fuoco come prima forma di energia “domata” dall’uomo, e poi attraversa parallelamente gli stadi dell’ evoluzione umana: elettricità, luce e pixel, quest’ultimo rappresentando il “nucleo cellulare” dell’immagine elettronica come la scintilla per il fuoco. L’immagine elettronica è veicolo di un’altra forma particolare di energia che non ha più nulla di fossile: l’informazione, della quale non possiamo affermare con assoluta certezza che sia davvero sotto il nostro controllo.

Il sontuoso cortile a lucernario del Martin-Gropius-Bau verrà dominato da installazioni particolarmente imponenti come per esempio l’installazione di Erwin Redl, che ha già trasformato la facciata del Whitney Museum a New York. Egli ha creato esclusivamente per il cortile del Martin-Gropius Bau il “FLOW Berlin 2007”. Si tratta di una grande onda luminosa di diodi elettroluminiscenti che cerca di “derealizzare” il nostro orizzonte percettivo.

Altri esempi di prime o di re-installazioni spettacolari sono:
Nuove creazioni elettrostatiche “Time May Change Me // I Can’t Change Time” di Brad Hwang.

Per quanto riguarda la luce, il coreografo e artista di video Saburo Teshigawara presenta un’ opera affascinante di riflessi “Light Behind Light”.

L’“Ondulation” di Thomas McIntosh, un ambiente di linee di flusso e onde luminose, è un gioco di luce riflessa e mostra come giocare con la musica e i suoni.

Jean Michel Bruyère è rappresentato con due opere d’arte interattive “ifilm” (per il cinema interattivo EVE di Jeffrey Shaw) “Si Poteris Narrare, Licet”, un viaggio cinematografico interattivo dove i tempi prima registrati e fissati del film montato armonizzano con i veri tempi della sua geografia. Nella prima di “MgCa(CO3)2 (Dolomit)” il visitatore si troverà nel salotto di uno sciamano come in un misto estremo di Bassa e Alta tecnologia del tipo più semplice.

Di Jeffrey Shaw, un pioniere della cinematografia digitale e di Sarah Kenderdine la mostra presenta “Place Hampi”, i panorami stereotipi interattivi delle rovine di Hampi l’Angkor dell’india.

Dumb Type, “Voyages” avrà qui la sua prima europea: un monolitico di immagini organizzate in modo orizzontale, imponenti come in quelli di Kubrick, ‘2001: Odissea nello spazio’. Di Art + Com, Joachim Sauter e Dirk Lüsebrink, vengono messi in scena architetture come il museo di arte moderna a Shangai oppure il Potsdamer Platz di Berlino in sculture cinematografiche digitali “Invisible Shape of Things Past”.

Nell’universo dei pixel di Ulf Langheinrich, “Hemisphere”, l’osservatore si sente dominato, protetto e al contempo attratto da un mondo virtuale granulare in continua trasformazione che sembra sempre che stia per implodere per motivi non definibili.

Per quanto “Dalla Scintilla al Pixel” segua gli aspetti dell’evoluzione delle nostre idee di energia nei suoi vari stadi, sorprendentemente l’esposizione sarà una di arte contemporanea e offrirà una piattaforma e un campo poetico per osservare e meditare.

Catalogo
La casa editrice Nicolai pubblicherà un catalogo.

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